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La chirurgia plastica è stata praticata fin dalla notte dei tempi. Infatti, le ricerche hanno evidenziato il fatto che gli egiziani e gli indiani hanno già eseguito rinoplastiche intorno al 3000 a.C. Anche le orecchie o le labbra sono state modificate, anche utilizzando pezzi di pelle prelevati da altre parti del corpo.

La chirurgia ricostruttiva cosmetica risale all’epoca bizantina. Infatti, a partire dal I secolo d.C., in questa popolazione sono state effettuate operazioni di correzione delle palpebre. Tre secoli dopo sono state effettuate anche le operazioni di correzione del becco di lepre.

Tra i greci e i romani, la chirurgia estetica si sta evolvendo grazie alla loro profonda conoscenza della ricostituzione ossea e della circolazione sanguigna. Anche la loro conoscenza della salute dei tessuti del corpo è apprezzata e utilizzata.

In seguito, la Chiesa ha posto il veto all’uso del corpo umano. Infatti, le procedure di chirurgia estetica sono assimilate alla manipolazione umana.
La Prima Guerra Mondiale, una svolta nella storia della chirurgia estetica

La guerra del 1914-1918 ha lasciato milioni di feriti e mutilati. Questi soldati, gravemente colpiti da schegge o proiettili, erano chiamati “facce rotte”. Per rimanere in linea con il loro motto “Il diritto di apparire umano” o il diritto di avere un aspetto umano, i chirurghi stanno rapidamente evolvendo il concetto di chirurgia estetica. Questa evoluzione riguarda le condizioni operative, con particolare attenzione alle infezioni, alle emorragie e al dolore. Il chirurgo non agisce più da solo, è affiancato da anestesisti e persone incaricate di fornire supporto morale ai pazienti.

Dalla chirurgia puramente restaurativa al concetto di “bellezza a tutti i costi

Quando l’azione incentrata esclusivamente sulle “mascelle rotte” non ha più alcuna ragione di esistere, i chirurghi plastici concentrano la loro esperienza sul culto della bellezza. Questo ha portato nel 1952 alla fondazione della Società Francese di Chirurgia Plastica. Il desiderio di apparire come stelle del cinema o di risplendere continuamente dalla gioventù spinge le donne a rivolgersi alla chirurgia. L’aumento del seno è una delle procedure più popolari, e all’epoca l’operazione consisteva nell’inserimento di impianti sintetici.
Chirurgia estetica oggi

La chirurgia estetica come fonte di giovinezza è un concetto che fa parte della comprensione comune fin dall’inizio del XX secolo. Nel XXI secolo, i pazienti chiedono anche la perfezione, cioè un corpo perfettamente dimensionato, a qualsiasi età. Dal 2000, il numero di pazienti è aumentato del 50% e questa forte tendenza al rialzo non sta per cambiare.

Sono in corso studi continui, in particolare nel settore della ricostruzione. Così, gli innesti parziali o completi sul viso e sulle mani sono stati eseguiti con successo.

Oggi, sia per la star di Hollywood che per la nostra vicina di casa, la chirurgia estetica è un atto comune che aiuta le donne con complessi ad avere una silhouette più in linea con la loro idea di bellezza. Tutto ci passa attraverso, naso, seni, seni, orecchie, cosce,….. ma non sappiamo da dove vengono realmente le prime operazioni estetiche.

Gli inizi della chirurgia estetica:

La prima comparsa della chirurgia estetica risale a 3000 anni fa. Egiziani e indiani hanno già eseguito operazioni di modificazione o ricostruzione di labbra, orecchie e/o naso, prendendo la pelle da luoghi come la fronte o le guance. Anche gli antichi Greci e Romani ci hanno lasciato tracce della loro alta conoscenza della ricostituzione ossea, della salute dei tessuti corporei e della circolazione sanguigna. Nel XIX secolo, la scienza mise fine alle condizioni rudimentali e dolorose delle operazioni, ma la Chiesa si opponeva ancora alla manipolazione del corpo umano. Infine, nel XX secolo, dopo la guerra del 14-18, la chirurgia estetica si rivelò finalmente utile e trovò un posto di tutto rispetto in medicina dopo gli interventi sulle “mascelle rotte” il cui viso e corpo avevano subito mutilazioni multiple. Questo intervento si è reso necessario dal punto di vista fisico e medico, innanzitutto per ridurre le ferite e restituire loro un aspetto corretto, ma anche dal punto di vista morale, per ridare ottimismo alle vittime delle guerre.
La sua funzione iniziale sarà presto derivata. Sarà utilizzato gradualmente per esaltare la loro bellezza. Fu nel 1952 che fu fondata la Società Francese di Chirurgia Plastica e la chirurgia plastica apparve come la conosciamo oggi.
L’entusiasmo per queste operazioni di miglioramento fisico continua a crescere. Dal 2000 si è registrato un aumento del 50 per cento e non c’è motivo di attendersi una diminuzione.

L’importanza della chirurgia nel XX secolo:

La prima guerra mondiale fu particolarmente devastante. Milioni di uomini mobilitati saranno gravemente feriti e mutilati. Sarà quindi necessario un intervento chirurgico per riparare i danni al corpo. Vedremo una notevole evoluzione di questa chirurgia estetica e delle sue condizioni operative. È anche qui che i chirurghi diventano consapevoli dei pericoli che attendono il paziente prima, durante e dopo un’operazione: infezione, emorragia e dolore.
Tutti questi chirurghi si rendono conto dell’importante ruolo che svolgono nel riparare le facce di “facce rotte”, uomini le cui facce sono state devastate da proiettili, schegge, ecc. in trincee dove sono protetti solo dai loro caschi e particolarmente esposti a questi pericoli.

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Beneficiano quindi di una chirurgia sempre più elaborata, generalmente in più fasi, per ripristinare l’armonia dei loro volti. I chirurghi hanno anche fissato un motto Il diritto allo sguardo umano, “il diritto di avere un aspetto umano”.
Sono principalmente attivi nelle trincee perché è lì che gli uomini sono più colpiti, ma di fronte al disastro sanitario si verifica una riorganizzazione totale del servizio sanitario dell’esercito. Poiché la carrozza sembrava sostituire i cavalli, i chirurghi più esperti dovevano essere il più vicino possibile alla parte anteriore, in modo che le cure necessarie per i feriti potessero essere fornite il più rapidamente possibile. Un chirurgo non deve più operare da solo. Deve operare con un team di specialisti come ad esempio un anestesista.

Appariranno diverse categorie di ospedali. I feriti devono essere ordinati in base alle loro ferite. Sono in fase di allestimento attrezzature e centri di riabilitazione per i disabili di guerra per aiutarli a tornare alla vita civile. Sono sostenuti per tutta la vita sia fisicamente che moralmente.
Ma tutto questo è costoso. Per questo motivo, nel 1927, una prima lotteria fu organizzata dai “volti distrutti” per aiutare a finanziare le loro operazioni.

Dopo il successo di questa prima tombola, le “facce spezzate” si uniscono con altre associazioni di vittime di guerra: le ali spezzate per le vittime dell’Aviazione di guerra, gli Amputati di guerra, i Grandi Invalidi, i Ciechi di guerra e gli Occhi Mutilati, per creare un abbonamento nazionale sotto forma di tombola che chiamano “il debito” dove i premi vanno dalla semplice bicicletta all’aereo turistico. Sarà un notevole successo!

Homeultima modifica: 2019-10-11T21:30:24+02:00da chirurgo-roma